CR7 a giudizio. Due anni di carcere e 18,8 milioni

21/12/2018
 

Il prossimo 21 gennaio, alle ore 9.50, la 'Audiencia Provincial de Madrid' emetterà il giudizio nei confronti di Cristiano Ronaldo per i delitti fiscali commessi durante la sua esperienza al Real Madrid. Nei mesi scorsi il portoghese aveva pattuito con l'Hacienda la propria 'punizione' per i 4 delitti fiscali commessi fra il 2011 ed il 2014 e nell'incontro del 21 gennaio, al quale Ronaldo potrà partecipare in videoconferenza, dovrà solo accettare questo patto. E alla fine dovrà pagare, fra multe e interessi, la cifra di 18,8 milioni di euro alla quale si aggiungeranno due anni di carcere.

Marco Fassone fa causa al Milan

18/12/2018
 

L'ex amministratore delegato del Milan Marco Fassone ha deciso di fare causa alla società rossonera contro il suo licenziamento dello scorso agosto firmato dal nuovo corso del club targato Elliott e con la presidenza di Paolo Scaroni. Stando a quanto risulta all'ANSA, domani davanti al giudice del lavoro di Milano Luigi Pazienza si terrà la prima udienza a seguito del ricorso dell'ex ad, assistito dall'avvocato Francesco Rotondi, il quale sostiene che si trattò di un licenziamento "ritorsivo" e ne chiede, dunque, l'annullamento.

Inzaghi: Acerbi condannato per 2mm. Non esulto più

18/12/2018
 

Il tecnico della Lazio Simone Inzaghi ha analizzato il ko di Bergamo contro l'Atalanta: “Non esulto più perché so della Var, ma stasera avevo visto Masiello e pensavo fosse buono il gol. È un periodo così, anche con la Sampdoria. Dobbiamo portare gli episodi dalla parte nostra, dispiace perdere così. Abbiamo perso senza subire e con il nostro portiere inoperoso. Avremmo meritato un altro risultato, la prestazione c’è stata, ma rimaniamo al quinto posto in zona Champions League. Ce la giocheremo fino all’ultimo con tutte. La mia esultanza spiega il momento, i ragazzi si stanno impegnando, accettano le mie scelte e mi dispiaceva perdere. Mi sono lasciato andare più del dovuto e magari sarò deriso per l’esultanza, ma mi pareva buono. Per due millimetri è stato condannato Acerbi. Cagliari? Squadra organizzata che sa quello che vuole, ma noi vogliamo vincere”.

Inter, Spalletti sotto accusa

12/12/2018
 

Perché? È la domanda che è balenata nella testa della gran parte dei sostenitori dell’Inter al momento della lettura delle formazioni ufficiali della gara decisiva tra nerazzurri e Psv. La stessa domanda che sarebbe riecheggiata al momento dei cambi effettuati nel corso dei novanta minuti e che da troppe settimane contraddistingue le scelte di Luciano Spalletti, specie nel momento in cui i risultati hanno smesso di supportare il suo operato. E così, gran parte del credito che il tecnico aveva accumulato nell’anno e mezzo di permanenza, si è dissolto nel nulla. I dati eloquenti arrivano dalla rivolta social che addita proprio l’ostinazione dell’allenatore di Certaldo quale massima responsabile delle sventure nerazzurre in questo avvio di stagione. L’insistenza con la quale giocatori dal rendimento inadeguato vengono considerati intoccabili, è pari solo a quella che esclude possibili protagonisti dalle scelte di formazione che li relegano a comparse quando avrebbero probabilmente le qualità per recitare ruoli da protagonisti. La sensazione diffusa è che l’Inter vista in campo non potesse fare molto più di ciò che ha effettivamente fatto, ma che allo stesso tempo quella che resta fuori abbia potenzialità inespresse che sarebbe peccaminoso continuare ad ignorare. Invece Lautaro Martinez gioca solo i minuti finali di partite che si mettono per il verso sbagliato, Keita Balde non viene confermato quando vive il suo migliore periodo di forma, e si preferiscono scelte conservative quando sarebbe il caso di premere sull’acceleratore. E così, il sogno Europeo dell’agognato ritorno in Champions è già terminato. Il percorso di crescita è ancora lungo, è vero, ma compierlo sfruttando tutte le potenzialità di cui si dispone sembrerebbe una scelta ben più saggia rispetto a quelle che stanno cancellando un credito e una stima che Spalletti aveva dimostrato di potersi meritare.

Alisson, fuoriclasse e carnefice

12/12/2018
 

Alisson, fuoriclasse e carnefice: quando l’investimento viene ripagato Di portiere in portiere il Liverpool riscrive la sua storia in Champions League. E così, se l’epilogo della scorsa campagna europea era stato contrassegnato dalle papere di Karius e dalla cocente sconfitta in finale con il Real Madrid, ecco che l’investimento estivo sostenuto per regalare a Jurgen Klopp un fuoriclasse come Alisson Becker ha trovato il suo pieno compimento nei novanta minuti più importanti della prima porzione di stagione disputata dal brasiliano con la maglia dei Reds. I miracoli che hanno estromesso il Napoli dalla massima competizione europea hanno lasciato nei palati dei sostenitori del calcio italiano il sapore dell’ingiustizia: esattamente ciò che i fuoriclasse sono chiamati a commettere sul rettangolo verde. Alisson ha dimostrato a pieno titolo di poter far parte della categoria, ammirarne le gesta da lontano senza più potersele godere settimanalmente apre lo spazio al rimpianto consapevole di aver rinunciato al più forte interprete del ruolo che in questo momento il mondo del calcio sia in grado di poter proporre.

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