Zeman torna a Foggia

21/06/2021
 

"Ci vediamo a Foggia". Il tutto corredato da una foto che ritrae Zdenek Zeman assieme al presidente del Foggia Nicola Canonico e alla vicepresidente Maria Assunta Pintus, apparsa sui social rossoneri con l'hashtag "CertiAmoriNonFinisconoMai". Tutto farebbe pensare a un ritorno del boemo sulla panchina dei satanelli, anche se quello che sembra un vero e proprio annuncio non ha ancora avuto ufficialità da parte del club rossonero. Gli amori che non finiscono, come prosegue la canzone di Venditti citata nell'hashtag,"...fanno dei giri immensi e poi ritornano": se anche il boemo, dopo tanto peregrinare per panchine, dovesse tornare a Foggia, sarebbe la sua quarta esperienza coi Satanelli: l'utima si concluse nel 2010/11. Zeman non allena dal 2018, quando fu esonerato dal Pescara.

Mancini e un'Italia da record

21/06/2021
 

Quella di Roberto Mancini è un'Italia da record. Come se non bastassero le 30 gare consecutive senza sconfitta, che hanno permesso agli azzurri di eguagliare il record di mister Pozzo, nelle ultime 11 partite la nostra Nazionale ha addirittura sempre vinto. Sono 32 i gol fatti, zero quelli subiti.

L'esultanza di Mancini

21/06/2021
 

“30 come Pozzo, un grande onore, ma anche 26, come i titolari di questa Nazionale. Un saluto a Roma e a tutti gli italiani che hanno tifato allo stadio e da casa”. A scriverlo è Roberto Mancini, ct azzurro, che sui propri social commenta la vittoria dell’Italia contro il Galles e la chiusura del girone a punteggio pieno.

Neuer con fascia arcobaleno, Uefa apre inchiesta

21/06/2021
 

L'Uefa ha aperto un'inchiesta sulla federazione tedesca (Dfb) a causa della fascia da capitano color arcobaleno portata al braccio da Manuel Neuer nelle partite contro la Francia e ieri contro il Portogallo. Lo riferisce l'emittente televisiva tedesca Ntv. Neuer aveva già portato questa fascia a gennaio giocando nel Bayern, nell'ambito di una campagna del club per promuovere tolleranza e diversità, e adesso lo fa perché è in corso il cosiddetto 'Pride Month', un mese di iniziative dedicate al movimento Lgbt, e lui vuole continuare a sostenere i diritti sociali, in particolare quelli legati proprio al mondo Lgbt. Secondo l'Uefa, tutto ciò potrebbe essere interpretato come simbolo politico, motivo per cui la federcalcio tedesca e Neuer rischiano una multa.

Lutto nel calcio: Morto Giampiero Boniperti

18/06/2021
 

È morto nella notte a Torino per una insufficienza cardiaca Giampiero Boniperti, presidente onorario della Juventus, di cui è stato una bandiera prima come calciatore e poi come dirigente. Lo rende noto la famiglia all'Ansa. Boniperti, che negli ultimi anni si era ritirato a vita privata, avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 4 luglio. I funerali si svolgeranno nei prossimi giorni in forma privata per volere della famiglia. "Alla Juve posso fare solo un augurio: continuare a vincere perché, come sapete, rimane sempre l'unica cosa che conta...", aveva raccontato all'ANSA, con una lettera scritta di suo pugno per i suoi novant'anni. Quella frase, "vincere non è importante, è l'unica cosa che conta" è il marchio di fabbrica della Juventus, un mantra e un monito, allo stesso tempo, per chiunque indossi la maglia bianconera. Giampiero Boniperti quella casacca l'ha portata per 444 partite. Eppure, quando era bambino si sarebbe accontentato - aveva raccontato qualche tempo fa - di portarla "una volta, per essere felice per sempre". Di vittorie e soddisfazioni alla Juventus ne ha avute tantissime, sul campo, ma soprattutto dietro la scrivania: cinque scudetti da giocatore, nel "Trio magico" con Charles e Sivori, tutti i trofei possibili, in Italia e nel mondo, nel suo ventennio da presidente. Nel club bianconero era arrivato a 17 anni, pagato 60mila lire fifty fifty tra la squadra del suo paese, Barengo (Novara), e il Momo che l'aveva tesserato. Ne è uscito 48 anni dopo, quando ha lasciato la presidenza effettiva della Juventus. È stato presidente dal '71 al '90 e poi, quando fu richiamato dalla famiglia Agnelli, amministratore delegato dal '91 al '94. Dal 2006 era presidente onorario. "La Juve - è un'altra delle sue espressioni più amate - non è soltanto la squadra del mio cuore, è il mio cuore". Da presidente, lasciava lo stadio alla fine del primo tempo, e seguiva alla radio il secondo; tra le tante sfide quelle più sofferte erano le stracittadine con il Torino, anche se ai granata ha segnato più di ogni altro bianconero: 14 gol (13 in campionato, 1 in Coppa Italia). "Il derby - aveva spiegato, da dirigente - mi consuma, amo troppo la Juve e ho così rispetto della Juve che non può essere altrimenti". Con i giocatori aveva sempre il coltello dalla parte del manico, ma era lontano il tempo della predominanza dei procuratori. Dopo il Mundial vinto dall'Italia nell'82 in Spagna, aveva messo fuori rosa, perché avevano chiesto un aumento, nientemeno che Paolo Rossi, Tardelli e Gentile. Una settimana di stop, un'amichevole saltata, prima di essere nuovamente ricevuti da Boniperti, e di firmare il contratto, con la concessione di un piccolo ritocco. Dei tantissimi calciatori di grido che ha portato alla Juventus, due tra i più amati sono stati Scirea e Del Piero; alla Juve ha fatto venire, dal Milan, un giovane Giovanni Trapattoni con il quale ha condiviso dieci stagioni con i primi successi internazionali. Una scommessa vinta contro gli scettici: con il "Trap" alla guida, la Juve vinse subito lo scudetto con il record a quota 51, quando le vittorie valevano ancora due punti. È stato europarlamentare dal '94 al '99. Ma la sua grande, vera e unica passione è sempre stata la Juventus.

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