Neymar choc: reagisce ad un tifoso del Rennes

29/04/2019
 

"Sono ancora sotto choc, io non ho insultato nessuno. Ho solo detto a quelli del Psg che erano stati nulli durante tutta la partita e poi ho detto 'Viva il Rennes'". E' il racconto di Edouard (il cognome non è stato reso noto), l'uomo che ieri sera, dopo la finale di Coppa di Francia che il Psg ha perso ai rigori contro il Rennes si è visto sferrare un pugno da Neymar, al quale aveva gridato qualcosa mentre O Ney, insieme ai compagni, stava salendo i gradini della tribuna d'onore per ricevere la medaglia destinata agli sconfitti della finale. L'uomo, che ha parlato con 'L'Equipe', ha spiegato anche di aver pensato di denunciare Neymar, "ma poi ho lasciato perdere perché sarei dovuto rimanere lì e invece avevo fretta di tornare a Nantes (città di cui è originario n.d.r.)". Nei filmati dell'accaduto divenuti virali in rete si vede che l'uomo dà prima del "razzista" a Verratti, poi del "bouffon" (pagliaccio) a Buffon e poi dice "impara a giocare a calcio" a Neymar, che a differenza dei compagni reagisce.

Napoli, vittoria e Champions con contestazione

29/04/2019
 

Il Napoli è tornato alla vittoria, dando indicazioni positive in molti elementi in vista dell'anno prossimo, blindando il secondo posto e soprattutto raggiungendo l'aritmetica per la quarta partecipazione alla Champions di fila. Un piazzamento mai da sottovalutare, come rivendicato da Ancelotti alla vigilia, considerando anche le premesse estive ed i tanti esperti ed organi di stampa che in quei giorni piazzarono un Napoli dal quinto posto in giù. Tante le note positive, dall'approccio giusto della squadra all'81esima rete di Mertens che è valsa l'aggancio a Maradona e soprattutto la prova e la straordinaria rete di Younes, elemento in grande crescita dopo l'infortunio e di sicuro affidamento anche in vista della prossima stagione. La giornata è stata però macchiata da un clima eccessivamente negativo intorno alla squadra e da una contestazione ultrà - a partire dagli striscioni della vigilia che hanno sorpreso Ancelotti - e che in realtà in pochi in città hanno condiviso. Al termine della gara di Frosinone la situazione è andata persino oltre: gli azzurri sono andati a ringraziare i tifosi del settore ospiti, tra gli applausi, ma gli ultrà sulle balaustre hanno deciso di rifiutare le maglie, rimandando indietro quella Callejon, costretto dunque a raccogliere la maglia delle 300 presenze in azzurre ed a ritornare a testa bassa negli spogliatoi tra l'incredulità di Mertens e Koulibaly. Gesto che ha indignato l'intera tifoseria sui social, portando tutti i club Napoli d'Italia e del mondo a diramare un comunicato congiunto per prendere le distanze. Ancora più incomprensibile considerando che ha riguardato uno dei giocatori simbolo per attaccamento alla maglia e che, non a caso, con l'assenza di Insigne ha indossato la fascia di capitano. "I giocatori erano un po' dispiaciuti - ha ammesso Ancelotti nel post-partita -. Resto sorpreso anche io, a questi giocatori si può rimproverare di tutto, ma non impegno e professionalità. Non solo quest'anno, ma anche negli anni scorsi mi è sembrato irreprensibile. E' una sorpresa per me".

Crisi Milan ma Gattuso confermato

29/04/2019
 

Gennaro Gattuso resta l'allenatore del Milan. Secondo quanto riporta l'Ansa, il club ha deciso di non cambiare guida tecnica e non è in programma una conference call fra la dirigenza rossonera e i vertici della proprietà Elliott. Al momento, non si profila quindi un esonero: il mister calabrese resterà nelle ultime quattro gare di campionato, considerate determinanti per la stagione ma non cruciali per il progetto di Elliott. La sconfitta subita a Torino rischia di pesare tantissimo per le sorti del Milan nella corsa alla qualificazione in Champions. La caduta dei rossoneri sembra inarrestabile, e ne hanno parlato dopo la partita in un lungo vertice Gazidis, Leonardo e Maldini con lo stesso allenatore. I dirigenti si sono presi la classica notte di riflessione, e hanno deciso di confermare Gattuso. Il Milan rischia di restare fuori non solo dalla Champions ma anche dall'obiettivo minore, l'Europa League. I soldi in palio sono necessari per la società, costretta a rimettere i bilanci in equilibrio per rispettare il fair play e allo stesso tempo a investire per rinforzare una squadra ricca di difetti.

Allegri: "La Juve se la giocherà l'anno prossimo"

17/04/2019
 

Allegri: "La Juventus lotterà per la Champions anche il prossimo anno" "La squadra ha fatto una buona partita, poi ci siamo allungati e nel secondo tempo siamo stati meno lucidi". Inizia così l'analisi di Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, che ai microfoni di JTV commenta il ko di Champions League (1-2) contro l'Ajax. "Abbiamo giocato bene il primo tempo, siamo stati raccolti, poi bisognava avere meno fretta con la palla fra i pedi, nel secondo tempo ci siamo disuniti. Loro hanno avuto tante occasioni nel secondo tempo e noi abbiamo fatto errori sui gol subiti. Nel secondo tempo l'Ajax ha fatto una buona partita e noi l'abbiamo agevolato. Abbiamo giocato a tutto campo e loro sono stati più bravi di noi. Non ci scordiamo che due anni fa ha giocato la finale di Europa League, e adesso stanno attraversando un ottimo momento di forma. A questo punto della stagione è importante arrivare al top della forma. Noi siamo arrivati senza molti giocatori. In questi momenti puoi permetterti una assenza, non quattro o cinque. Arrivare ai quarti di finale di Champions League era l'obiettivo minimo. La Juve lotterà per la Champions anche il prossimo anno. Adesso dobbiamo chiudere il discroso campionato e vincere il titolo, assieme alla Supercoppa costituisce il 50% dei trofei a disposizione. Si tende sempre a sminuire un po' tutto".

L'Ajax fattura quattro volte meno della Juventus

17/04/2019
 

C'è un grande alibi per chi perde (molto) spesso. Il fatturato. In un'epoca dove il fair play finanziario la fa da padrone, con l'intuizione - giusta per i tempi, sbagliata ora - di Michel Platini di diminuire esponenzialmente i debiti nel calcio, la notizia che l'Ajax vinca contro la Juventus è antidiluviana. Sembra figlia di un altro calcio, quando Steaua Bucarest e Stella Rossa vincevano le Coppe dei Campioni, pur non avendo un bilancio esagerato. Più sport, meno economia. Impossibile scindere questo binomio, in questo preciso momento storico.

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