Ora Sarri ha 180 minuti per riprendersi la Juventus

27/02/2020
 

Quello di Lione è un passo falso che a Maurizio Sarri proprio non serviva. Perché la sconfitta della Juventus è arrivata al primo appuntamento clou della stagione, e preoccupa soprattutto per le modalità. L'1-0 si può rimontare, ma sentir dire a un allenatore, a fine febbraio, che non è ancora riuscito a trasmettere i propri concetti alla squadra è preoccupante. Più del risultato, spaventa il gioco, anzi il non gioco della Vecchia Signora. Anche e soprattutto perché è stato questo il motivo che ha portato i vertici bianconeri a cambiare in estate. E se il sarrismo non esiste, a Torino ne basterebbe un surrogato, un'altra declinazione. Quella circolazione di palla veloce che, invece, per ammissione dello stesso Sarri resta un problema. E se, oltre a un gioco spumeggiante, iniziano a mancare anche i risultati, le preoccupazioni si moltiplicano.

Bonucci contro tutti nel riscaldamento

27/02/2020
 

“Se ci alleniamo come oggi per tre mesi, siamo forti”. Queste le parole di Maurizio Sarri alla vigilia di Lione-Juventus. Parole accompagnate anche da un altro passaggio: “Il miglior allenamento dell'anno lo abbiamo fatto in Arabia Saudita, ma poi abbiamo perso in Supercoppa con una brutta prestazione”. Insomma, la storia si è ripetuta. I segnali per la peggior Juve possibile poi si erano già avvertiti nel riscaldamento. Avvisaglie e anche qualcosa di più, un latente nervosismo proprio quando la squadra doveva essere squadra. Le riserve o alcune di loro non tengono l'atteggiamento giusto, Leonardo Bonucci se ne accorge e non le manda a dire a Blaise Matuidi, non proprio l'ultimo arrivato. “Non ho ripreso Matuidi, gli ho detto che la squadra la fa anche chi sta fuori, si respirava che qualcosa non era acceso anche negli undici titolari. Serve fare squadra anche in queste piccole cose che fanno la differenza”, la spiegazione a caldo di Bonucci. In pratica la Juve non era squadra, o almeno non lo era come dovrebbe essere.

Messi su Ronaldo: "Cristiano è unico"

20/02/2020
 

Nella lunga intervista concessa al Mundo Deportivo da parte di Leo Messi, l'argentino è tornato anche a parlare del suo rivale di sempre, Cristiano Ronaldo, e di quanto il suo addio abbia cambiato il Real Madrid: "Ha perso molto, soprattutto sui gol. Ed era ovvio che sarebbe successo. Cristiano offre molte cose alla squadra nella quale gioca. Perdere un giocatore che segna 50 gol a stagione è un qualcosa che ti segna, che tu lo voglia o no. Il Real ha grandi giocatori, ma che segni 50 gol a stagione c'è solo Cristiano. Il suo rendimento alla Juve? È normale che stia continuando a segnare. È un predatore, ama segnare e sono convinto che ogni giorno che scenderà in campo farà gol. Se mi passerebbe la palla in una partita giocata insieme? Alla fine penso di sì"

Gasperini: "Ragazzi grandiosi"

20/02/2020
 

Dopo il fantastico successo contro il Valencia Gian Piero Gasperini, tecnico dell'Atalanta, ha rilasciato alcune dichiarazioni al canale ufficiale del club orobico. Ecco un estratto: "Il risultato era difficile da prevedere ma speravamo di vincere per avere un vantaggio in vista del ritorno. Abbiamo vinto in maniera larga ed è un bel vantaggio. Rimpianto per il gol subito? No ma abbiamo rischiato di prenderne anche qualcuno in più così come avremmo potuto segnarne qualcuno in più noi. Lascia l'amaro in bocca come abbiamo concesso qualche occasione, con troppa semplicità e questo è pericoloso. Dovremo lavorarci perché a Valencia, nonostante il 4-1, sarà un'altra partita. Dopo il 4-0 abbiamo sentito un po' la stanchezza, ma nei 90' i ragazzi sono stati grandiosi. Il ritorno? Sarà fondamentale non sbagliare nulla sul piano tecnico perché in Champions non si possono commettere quel tipo di errori perché ci porterebbe a fare una prestazione solo difensiva"

Gravina stigmatizza le parole di Commisso

04/02/2020
 

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina è intervenuto per commentare le parole di Rocco Commisso dopo Juventus Fiorentina: «Dobbiamo comunicare in modo corretto i principi e le regole. Serve un rispetto reciproco e l’ho garantito a Commisso e vale per tutti i coloro che vivono il mondo del calcio. Il suo sfogo è legittimo ma non condivisibile. In un momento di grande criticità, ci possono essere anche reazioni di questo tipo che però non sono giustificabili vista l’alzata di toni successiva. Sanzioni per il presidente viola? No, non è il momento».

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